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Nei tempi di crisi è abituale che gli uomini si volgano indietro contemplando con nostalgia i bei tempi passati. L’esegesi delle Civiltà Tradizionali porta frequentemente coloro che la seguono ad un indiscriminato rifiuto,un rigetto totale del mondo moderno contemplato come un frutto deviato, e perciò da scartare in toto, dell’Albero sempreverde della Tradizione Una e Perenne.

Tale atteggiamento, comportante peraltro una sterile chiusura in una eburnea torre, fatta di isolamento e disprezzo dal “gregge umano”, è in realtà profondamente contro iniziatico ove non si consideri che la Tradizione non può essere un fenomeno statico ma è sempre espressione dinamica di un adeguarsi delle Forze Spirituali Perenni al cammino evolutivo del genere umano.

Il rifugio in sistemi spirituali di matrice orientale è un grave errore di pensiero, è un non tenere conto del ruolo che l’occidente ha nello sviluppo della autocoscienza umana, presupposto indispensabile per la conquista della libertà interiore.

L’antico asceta orientale, il praticante del Rajayoga o del Darshana, o dello Zen, arrestando l’attività della sostanza mentale, rifuggiva, in quanto prakriti inferiore, l’indagine razionale della Natura, la cui contemplazione sarà viceversa il compito propostosi dalla filosofia occidentale ed il presupposto per lo sviluppo della moderna scienza.

Nel mondo orientale antico il pensiero evitava la determinazione per l’oggetto: il mondo oggettivo, sensibile, non poteva pertanto essere incontrato dall’idea. Dunque il compito delle antiche discipline spirituali orientali, rivolte ad un tipo umano ben diverso dall’attuale, era quello di fornire una conoscenza sovrasensibile capace di evitare all’uomo l’indagine del mondo fisico non essendo ancora quel tipo umano, antico, preparato per farlo.

Ma quando l’uomo fu infine pronto, nacque in occidente, in ambito ellenico-mediterraneo, il pensiero individuale, la scienza del concetto. L’uomo occidentale, per ritrovare un rapporto cosciente e libero con le Gerarchie Spirituali (Dei) doveva necessariamente sprofondare nella materia, per poter quindi seguire quel cammino a ritroso che lo condurrà COSCIENTEMENTE a quel rapporto con la Divinità che l’uomo antico possedeva naturaliter, senza alcuno sforzo ma anche senza alcun merito individuale.

La correlazione con le Gerarchie Spirituali, prendendo le mosse dall’affermazione dei principi della moderna scienza e di quanto di positivo per l’uomo tale scienza ha prodotto, fu la missione che si diede la Fama Fraternitas della Rosa+Croce: missione che prosegue fino ai nostri giorni tramite Coloro che a quell’Ordine Spirituale si sentano intimamente connessi. 

Oggi il vero male umano è la dipendenza artificiosa e fallace di ciò che è in alto da ciò che è in basso, quindi una deviazione della gerarchia spirituale onde lo spirito viene sopraffatto dall’anima, la quale a sua volta viene sopraffatta dagli istinti. Tutto ciò prosegue anche in campo economico, politico, sociale, onde in genere sono i peggiori, e non i migliori, ad assumere il comando sugli altri imponendo una costrizione assoluta, spesso proprio in nome di una eliminazione della costrizione.

Dunque una gerarchia invertita: ma poiché ritmo e gerarchia tengono l’ordine della natura, ecco che essa si ribella, onde le catastrofi naturali, i terremoti, le bufere, le inondazioni, lo scompigliamento dei ritmi delle stagioni, che non a caso sono in costante aumento. Simultaneamente, però, la crisi dell’ordine della natura si estrinseca come affermazione universale della nevrosi come normale ”life-style”, come spaventoso aumento della criminalità, della schizofrenia ideologica, dei monoideismi ossessivi, del trionfo del nulla e dell’effimero, onde agli Eroi di Salgari vengono sostituiti,  nell’immaginario emulativo degli adolescenti, calciatori e veline.

Tale caos, sapientemente orchestrato dalle forze avverse all’uomo, quelle della contro-iniziazione, non può essere arrestato, ma anzi viene alimentato volgendosi ad un oriente che più nulla ha da dare, avendo storicamente esaurito la sua funzione. La tradizione Iniziatica occidentale è viva e rintracciabile: va però cercata oltre la dialettica, oltre il sentimentalismo, oltre quell’energia esaltante e falsa, fatta di magismo a buon mercato e di illusoria potenza a cui si rivolgono tutti i deboli di volontà ed i decadenti psichici. Occorrono uomini liberi, coscienti e sagacemente immersi nel loro tempo, in grado di comunicare contenuti spirituali ai propri simili con un linguaggio a tutti accessibile: questo è quanto il Regime Egizio Mediterraneo rettificato e la sua associazione profana si ripropongono di fare.